Cristiano Peluso ovvero Cristiano e il Minotauro… ovvero “l’arte” di recuperare percorsi antichi e insidiosi rendendoli quanto mai attuali e sintomatici dei nostri moti interiori. Cristiano è un altro di quei giovani grottagliesi che la nostra realtà locale sembra aver dispensato altrove, uno di quelli che senza formalismi sterili o prosopopea di provincia crea e condivide cultura. Le sue maschere nascono precisamente da una spinta alla condivisione di determinate condizioni umane, di sensazioni, stati d’animo, e da ciò stesso si generano i suoi percorsi artistici, composti da videoritratti, scrittura, pittura estemporanea, eventi organizzati in sedi informali, anche per strada, o in una casa privata: “Credo che l’arte e la comunicazione debbano trovare nuove forme espressive. Recuperando una fruizione che nobiliti l’animo umano e che parta dai luoghi del quotidiano. Credo che le arti debbano fondersi e creare un processo osmotico che possa dare forza e fruibilità ad un messaggio. Credo nella mobilitazione della cultura e nel coinvolgimento della gente. Le case, le strade, le piazze, gli scantinati, le stanze buie, i tavolini del bar e quelli della scuola, sono questi i luoghi da cui ripartire, sono questi i luoghi in cui arrivare.” Questa è la strada maestra per imbattersi in Cristiano e il Minotauro. C’è la prima maschera, nella sua ricerca artistica e interiore, quella del Minotauro…Cristiano racconta della sua realizzazione e dell’esigenza di crearla, che coincide con l’esigenza di intraprendere un cammino dentro sé stessi per perdersi nel proprio labirinto di malinconia, di precarietà, anche di dolore, un cammino accessibile a chiunque: la “maschera” , la mutilazione “di una riconoscibilità fisicamente manifesta… rappresenta il bisogno di afferrare e di esprimere una sensazione rendendola fruibile e universale ma libera dagli schemi personali”. Tutto ciò è palesemente tangibile nei corti da lui realizzati, dove umani “mutilati” del proprio volto compiono e fanno compiere una riflessione pungente rispetto ad aspetti e sfumature del vissuto umano sui quali, pare, non si abbia tempo e voglia di riflettere…il quotidiano di un clochard, l’alienazione prodotta dai media, uno stato di disagio psichico… Eppure questo artista informale e autentico ti parla anche di “empatia” e ti realizza un videoritratto, e della somma di molteplici “empatie” ne fa delle mostre, come Art&Beat Prod – Roma (personale) (Gennaio2008); Circolo degli Artisti – Colletttiva (gennaio 2008); NUA – FARE ARTE – Roma – Collettiva (Aprile 2009); Ritratti dal labirinto – ritratti web 2.0 – circolo degli artisti – Roma (Giugno 2009); Personale al pARTerre – Cortona (maggio 2009)… E poi, come non citare eventi che hanno registrato il suo contributo, eventi che dovrebbero illuminare il nostro locale modo di fare e creare cultura…come Nuove tribù creative, Citofonare Interno 7 (organizzato con Rossano Astremo), Flash Mob Art (guerriglia artistica) e anche Natura Divina (organizzato da Valerio Tambone) a Grottaglie, lo scorso Settembre…ogni luogo, ogni momento, ogni azione sarebbero quelli decisivi per svegliarci dal soporifero torpore del provincialismo artistico-culturale di cui ci fregiamo…









